
Gli Stati Uniti hanno iniziato a puntare su un nuovo tipo di armamento più semplice ed economico: il drone kamikaze LUCAS, ispirato al modello iraniano Shahed-136.
Il sistema, sviluppato tramite reverse engineering, è stato utilizzato per la prima volta in combattimento durante l’operazione Epic Fury ed è già considerato “indispensabile” dal comando del CENTCOM. L’iniziativa è nata dalla necessità di ampliare rapidamente la potenza di fuoco con soluzioni più accessibili, soprattutto dopo aver osservato l’uso massiccio di questo tipo di drone da parte della Russia nella guerra in Ucraina.
Il concetto ha guadagnato forza all’interno del Pentagono durante l’amministrazione Biden, quando i funzionari hanno iniziato a sostenere l’adozione di armi meno sofisticate ma prodotte su larga scala. L’idea ha rappresentato un cambiamento di mentalità: invece di dare priorità esclusivamente a sistemi altamente avanzati e costosi, gli Stati Uniti hanno iniziato a considerare il valore strategico della cosiddetta “massa di precisione”, in cui la quantità può compensare le limitazioni tecnologiche individuali. Il progetto è poi avanzato ed è stato consolidato.
Secondo gli esperti coinvolti nello sviluppo, il LUCAS non sostituisce armamenti tradizionali più robusti, come i missili a lungo raggio, ma funziona come complemento strategico. Grazie al costo molto più basso, è possibile produrre decine di migliaia di unità, ampliando significativamente la capacità operativa delle forze armate. Questi droni possono essere impiegati sia per saturare i sistemi di difesa nemici sia in combinazione con armi più sofisticate, creando nuove tattiche di attacco.
Inoltre, la flessibilità del sistema ne consente l’utilizzo contro diversi tipi di bersagli, inclusi quelli mobili, a seconda delle capacità del software di bordo. Si prevede che questo tipo di tecnologia acquisirà ancora più spazio nei prossimi anni, soprattutto in scenari su larga scala come una possibile disputa nell’Indo-Pacifico. Per accelerare la produzione, le autorità sostengono un modello industriale più ampio, che coinvolga più produttori e processi più agili.
Fonte: The War Zone | Foto: X @front_ukrainian | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione
